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sabato 29 agosto 2015

Fuori la legalità dal quartiere

Se non siete ancora stanchi delle fregnacce che vi racconta l'amministrazione su quanto fa per il quartiere sentite questa.
Qualche tempo fa, scorrendo la farneticante lista presentata dal comune sulle iniziative poste in atto nel quartiere, che arrivava anche a includere un ponte sul bocelli come se il nostro problema fosse la circolazione stradale (ma come cazzo gli vengono in mente delle genialate del genere!!?) mi stupivo per la  loro ingenuità nel non aver aggiunto EstateBambini, la bellissima iniziativa che da 21 anni si svolge quasi interamente all'interno dell'anello dell'acquedotto portando una ventata di legaitá in un quartiere che ne ha veramente bisogno. In realtà non so se tutti i 21 anni sono stati come gli ultimi ma certamente da diversi anni era forse l'iniziativa più importante per portare persone di tutta la città, soprattutto famiglie con bambini nel quartiere. Io ci andavo spesso, quasi sempre in effetti da quando sono papá. All'epoca del post, con la vena polemica che mi contraddistingue, accusai la giunta più che di ingenuità di incompetenza e ignoranza sulle problematiche e sugli eventi del quartiere.
Oggi vengo a scoprire che purtroppo le cose sono ben peggiori, si può quasi parlare di malafede. Malafede nel dire una cosa e farne un'altra. Nello strombazzare un interesse e una volontà di far rivivere il quartiere , soprattutto sotto elezioni, salvo poi pugnalarlo alla schiena nel più vile dei modi. Almeno avessero le palle di dirlo chiaramente come stanno le cose sto buffoni.



Ancora mezzo addormentato da un fuso orario che neanche conosco, vengo scosso da questa doccia fredda. La manifestazione 2015 di EstateBambini, con la scusa di "collegare quanti più soggetti pubblici e associazioni possibili"e di "portare la cultura diffusa nei teatri, piazze e giardini della città" si svolgerà quasi completamente nelle zone "in" della città, quelle che piacciono al sindaco tiziano tagliani, quelle di cui non deve vergognarsi a invitare walter veltroni (tutte le minuscole volute).
Sala Estense, Giardino delle duchesse, Teatro comunale. Tutte zone che devono essere "condivise". MA ANDATE A CAGARE, é una frase passibile di denuncia? In attesa di una risposta io la dico: MA ANDATE A CAGARE, voi e le vostre fregante e quelli che ci credono ancora.
Solo due dei dieci giorni vedrà coinvolto l'anello dell'acquedotto, con buona pace dei commercianti che a quanto sa già faticavano prima a occupare gli soavi con attività diverse da call center e spaccio libero.
Questo per dare il benvenuto. La prima cosa che faccio appena rientrato é mettere in vendita la casa, sperando di poterne acquistare una in un'altra città.

venerdì 21 agosto 2015

Padroni a casa nostra!

Dhé, é un po' che non ci si sente!
Sapevate che il comitato zona stadio stasera si ritrova per una bicicletta? Alle 21 alla mutua.

Tornando a me, non ero in vacanza, anzi, a dire il vero ci sto andando proprio in questo momento sfruttando le pause del viaggio per aggiornare il blog. Il fatto é che mi stava prendendo proprio male, la situazione continua a essere assurda, divisa fra chi la vive quotidianamente ormai all'esasperazione, e chi ne parla per sentito dire o peggio ne é causa e ha tutto l'interesse di dire falsità che confondano le acque. Che chi la vive sia all'esasperazione ve lo dico per esperienza personale. Almeno, io sono all'esasperazione tanto che sono spinto a compiere gesti di cui a mente lucida mi pento, rendendomi conto che il rischio é troppo elevato. 
Il fatto é che troppo spesso ho l'impressione che le forze dell'ordine agiscano secondo canoni diversi a seconda del luogo dove intervengono. Non riesco a credere che qui si possa spacciare alla luce del sole e anche della luna senza che nessuno muova un dito. Così, preso dall'esasperazione qualche sera fa ho provato a scendere da solo in mezzo ai sei nigeriani che stazionavano sotto casa facendo un chiasso da manicomio in tarda notte, per chiedere di smetterla. Non ho neanche chiamato il 113, tanto si é capito che la sera le forze dell'ordine hanno poco più che il ruolo di spaventapasseri, arrivano con i lampeggianti accesi giusto il tempo di far scappare il gruppo di spacciatori che si rimaterializza dopo poco. Le belle époque delle chiusure dei call center ha lasciato presto campo libero alla solita inutile cronaca di tutti i giorni. 



Ero già abbastanza alterato per aver visto una scena insolita in Via Bologna, due perone dell'est si sono presi una lima incredibile davanti a un pakistano. Non erano neanche troppo rumorosi, solamente uno dei due era piegato sulla ciclabile e l'altro lo guardava. Per questa bella scena sono intervenute tre pattuglie della polizia e un 118. Ce n'era abbastanza da farmi girare le scatole contando la fatica a far venire una pattuglia con dieci persone che spacciano. Tornato a casa capisco subito che mettersi a letto servirebbe a poco visto il berciare dei miei amici, per cui decido di scendere e per dare un tocco drammatico al tutto lo faccio a petto nudo. Arrivato all'angolo del punteruolo si concretizza una scena al limite dell'assurdo: due o tre spacciatori cominciano a fare urla forsennate dicendo cose incomprensibili ma chiaramente ostili, mentre un quarto si frappone fra loro e me e "da buon amico" comincia a consigliarmi di andarmene a casa! Io devo andarmene a casa! Purtroppo non sono una persona in grado di capire quando é meglio subire un'ingiustizia piuttosto che una coltellata, per cui ho cominciato a inveire anche io contro il terzetto. Solo un intervento provvidenziale e molto apprezzato di un vicino di casa, uno dei pochissimi attivi, ha evitato il peggio. Quando la situazione si stava scaldando li ho visti scappare via a gambe levate, il tempo di voltarmi e ho visto tre pattuglie della polizia alle mie spalle, chiamate dal vicino che poi é anche sceso a darmi man forte. Ovviamente hanno preso solo i nostri di documenti, visto che gli altri se l'erano già data, ma spero che quello che ha ingerito la pallina fosse del loro gruppo visto che data e ora coincidono.
Passata la buriana serale, il giorno dopo, in pieno pomeriggio, mi vedo due nigeriani seduti sul marciapiede del Made in China in IV Novembre, prima indicare a un giovane punkabbestia italiano un gruppo di connazionali, immagino a quale scopo, e poi lanciare una lattina vuota per fare canestro nel cassonetto della carta. L'errore di riciclaggio non era un problema visto che la lattina é andata a sbattere contro il cassonetto e rimbalzare per terra, il problema é che ancora un volta non capisco quando é il momento di stare zitto e quando i due si stavano allontanando li ho richiamati chiedendogli di raccogliere la lattina. Per tutta risposta il simpatico stronzo mi ha mostrato il medio al che gli ho urlato (ormai erano distanti una decina di metri) di infilarselo nel sedere quel dito. Temo però di aver usato un termine diverso, diventando così, mio malgrado, parte integrante del degrado in questa zona abbandonata. Per fortuna i due non sono tornati indietro, ma hanno chiuso urlandomi "vai a casa".

E lí ho capito un'altra differenza fra i falsi buonisti  che abitano in centro ghettizzando i colorati alla GAD e chi abita il degrado direttamente. Quando senti la frase "torna a casa tua" associata a un contesto di immigrazione, già mi immagino un sindaco dappoco e una assessora con buchi milionari scandalizzati perché non esistono frontiere per la carità e non capiamo il movimento dei popoli. Alla GAD sono gli immigrati che te lo dicono perché li han convinti (prefetto in testa) che questa sia casa loro.  E, purtroppo, lo stesso discorso si potrebbe fare con la frase "padroni a casa nostra". Da noi i padroni sono quelli della mafia nigeriana. E qualcuno li ha convinti di essere a casa loro.


martedì 4 agosto 2015

Via Cassoli, Lagos, Nigeria

Ieri sera in Via Cassoli é stato completamente stracciato il precedente record di uno spacciatore ogni 80 metri. Non arrischiandomi a fare video in continuazione non posso fare statistiche precise, ma erano tre nel tratto prima di Vittorio Veneto, uno ferma all’incrocio con la stessa via e gli immancabili cinque della mutua. Via Cassoli fino a IV Novembre é lunga 500 metri, quindi una buona stima é di uno spaccino ogni 55 metri. Sembrava di essere a Lagos, in Nigeria, piú che a Ferrara. Quest’ultima, lo ammetto, era gratuita. Ovviamente non mi son fermato a chiedere i documenti, ma d’altronde non se lo sognano neanche polizia, carabinieri e municipale quindi come non capirmi. Quello che so per certo é che erano spacciatori, visto che in Via Cassoli non ci sono prati, panchine o musei, quindi non vedo cos’altro potessero fare lí, fermi alle undici di sera. Alla fine non ho neanche chiamato le forze dell’ordine. Primo perché era Lunedí, e io imparo presto dai miei errori, secondo perché davanti a casa mia non c’era quasi nessuno. All’inizio ero ben convinto che il problema andasse estirpato da tutto il quartiere ma ultimamente ammetto che l’indolenza dei miei co-residenti, che rispecchia chiaramente quella dell’amministrazione, sta iniziando a fare breccia in questa mia convinzione. Se va bene a loro in fondo perché devo farmene carico io?



Ma in fondo lo dico ma non lo penso. Passato lo sconforto sono certo che ricominceró a “fungere da antenna” come spesso ci chiede di fare il questore. Anche perché di gente che si da da fare ce n’é e non poca. La pedalata del comitato zona stadio di Venerdí scorso , alla quale sono riuscito ad aggregarmi dopo mesi di latitanza,contava una quarantina di persone, inclusi un buon numero di appartenenti alla comunitá filippina. Comunitá molto nutrita che spesso si trovava a mangiare sui tavoli dei giardini di Giordano (Bruno). Uso il passato perché poi gli hanno tolto i tavoli… Alla faccia dell’occupazione positiva. Inoltre lo “zoccolo duro” del comitato é sempre molto attivo, a cominciare da una attivista che tutte le sere si piazza con la sedia in mezzo alle panchine nell’anello dell’acquedotto, ormai terra di spaccio nonostante la presenza di bambini e genitori, che se ne stanno però, giustamente, a debita distanza. L’attivista invece si piazza proprio in mezzo a loro con l’intento di allontanarli, cosa che spesso le riesce nonostante vada a mettere a rischio la sua incolumità. Suo parte del video proposto oggi. Giusto per non farvi vedere sempre la stessa scena, che sembra sempre uguale  ma in realtà si ripropone tutte le sere! 
Questa é la situazione reale del quartiere, al di lá delle baggianate che dichiara chi non lo vive davvero. Gli aneddoti poi si sono sprecati, a partire dalla signora che si é fatta una doccia, completa di bidet, alla fontanella dell’acquedotto, osservata a breve distanza dal maniaco di turno. O la coppia che per ore ha litigato nei pressi, in pieno pomeriggio, rompendo anche una bottiglia su una macchina senza l’intervento concreto delle forze dell’ordine. Io di mio posso dire che quella sugli alcolici, piú che un’ordinanza del sindaco sembra un’ordinanza del caxxo. Nel senso che la sera stessa mentre parlavamo, due ragazzi dell’est si sono bevuti della birra sulla scalinata dell’acquedotto, dalle 10.40 a mezzanotte. Nonostante la mia segnalazione delle 10.50, la municipale é intervenuta alle 12.30, oggettivamente troppo tardi per sperare di beccarli. Il che rinforza notevolmente l’idea che il tutto sia stato fatto per chiudere i pakistani del centro, e che la motivazione della sicurezza in periferia sia solo una grossa minchiata.

Quale nome vorresti dare al Parco di Nazario Sauro?