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venerdì 24 marzo 2017

Metodo Naomo: voto finale 10+

Un post di cose che ho giá detto e scritto, su facebook, ma ci sono diversi motivi per ripeterele qui. Prima di tutto non  tutti hanno facebook, poi su questo blog ho iniziato a valutare l'efficacia del "metodo Naomo" sul palazzo degli specchi quando non era certo degli effetti che avrebbe sortito, ma soprattutto, facebook é bello, ma troppe informazioni mandano in soffitta molto in fretta le vecchie, mentre questa credo meriti di essere ricordata perché é un buon esempio di cosa dovremmo fare alla GAD.

Ricapitolando: il 18 Novembre 2015 (link) ho iniziato a confrontare il metodo Naomo, che in sostanza prevede (fra l'altro) di accendere i riflettori, meglio se delle televisioni nazionali, sui problemi locali in modo da smuovere l'amministrazione e costringerla in qualche modo a muoversi sui problemi che attanagliano Ferrara da diversi lustri. Fra questi, appunto, il palazzo degli specchi e, naturalmente, lo spaccio alla GAD. L'analisi é interessante perché quello che per qualche motivo é considerato (dall'amministrazione) uno degli interlocutori preferenziali, il comitato zona stadio, ha negli anni, a mio modestissimo parere, dimostrato di preferire  il metodo della collaborazione silenziosa con il comune,  evitando di andare in televisione a livello nazionale, e anche a livello locale appare piú negli eventi organizzati dal comune che in proteste e recriminazioni. Serve? Non serve? Inutile discuterne a livello teorico, molto meglio osservare gli effetti pratici.
Dal 18 Novembre 2015, un anno e mezzo fa circa, molte volte il palazzo degli specchi, e le sue vergogne, sono stati mostrati in televisione, Rete 4, Rai uno, e sempre, o spesso, dietro all'organizzazione c'era Naomo.
Per vent'anni il palazzo degli specchi é rimasto un bubbone fatiscente indegno alle dimensioni medio/piccole di Ferrara, dal 15 Novembre 2015 diverse volte sembravamo di essere sul punto di smuovere le cose, ma poi non sembrava succedere niente, nel classico stile Tagliani (bla bla bla e ancora bla, ma di effetti ZERO). Da qualche settimana le cose son ben diverse, si sta procedendo a una riqualificazione oggettiva dell'area e una piccola ma significativa opera é avvenuta un paio di giorni fa, con una demolizione di una palazzina presente nel recinto del palaspecchi.

Non solo é molto interessante che davvero il metodo Naomo stia funzionando, ma é particolare il succederesi degli eventi come registrato da Facebook.

Stando a Facebook:
Nicola Naomo Lodi fa una diretta alle 14.32, orario in cui mostra per primo la ruspa in azione (739 like a questo momento, piú svariate centinaia nei post successivi).





Un ora e 34 minuti dopo il suo intervento, il Resto del Carlino pubblica il video della ruspa (228 like).


Servono un'ora abbondanteperché si presenti il sindaco, ma se ne va dopo poco (secondo Lodi forse pensava di trovarvi ancora i giornalisti). Non pubblica la notizia su facebook. Dalla giunta il primo post in merito sembra essere quello del presidente del gruppo PD in consiglio comunale (79 like).




 Secondo, dopo pochi minuti dal primo, arriva il post dell'assessore ai lavori pubblici (143 like), ben due ore e 35 minuti dopo la diretta di Lodi.
 


Ci vogliono altri 34 minuti prima che la notizia venga condivisa da "cronaca comune" (2 like!), pagina che si presenta come "agenzia di informazione del comune di Ferrara.




Ora, anche a non voler pensare che in comune non avessero idea di cosa stesse per succedere e lo siano venuti a sapere solo grazie al video di Lodi, e personalmente lo penso, bisogna riconoscere che il "Metodo Naomo"rimane l'unico metodo a oggi certificato che fa alzare il culo dalla sedia alla giunta comunale e gli fa fare qualcosa.
Nel mentre, dopo quattro anni e mezzo che scrivo su questo blog, dopo quattro anni di collaborazioni del comitato zona stadio con il comune, le proteste, ma non a livello nazionale, delle altre associazioni, fra cui sicuramente i Residenti GAD, i risulati alla GAD stanno a ZERO. L'unica cosa che troviamo é notizie sui giornali delle (evidentemente) inutili operazioni di polizia e carabinieri con le unitá cinofile, che si susseguono con una certa frequenza da diversi anni. Per il resto, lo spaccio alla GAD é florido piú che mai, cosí come i reati, le aggressioni, le risse etc. etc.

La strada per la GAD é segnata. Chi non la segue é complice.

venerdì 10 marzo 2017

Il regno e le frontiere

Ogni tanto, con una certa frequenza, si legge del fatto che lo spaccio non é solo in GAD. Una volta si provava, e i meno attenti provano ancora, a far passare la situazione della GAD come comune al resto della cittá, accusando, piú o meno esplicitamente, i residenti della GAD di voler enfatizzare i loro problemi. Alle volte si leggeva addirittura che lo spaccio si stava spostando, inducendo quindi il malumore dei residenti delle zone vicine nei confronti di quelli della GAD. Si tranquillizzino gli animi. Io che abito sopra un paio di postazioni di spaccio legalizzato, posso assicurarvi che lo spaccio alla GAD é piú florido che mai. Vi sono zone sulle quali il questore, forse scornato dalla ferrea volontá di sindaco e prefetto nel ghettizzare il fenomeno, o almeno dalla loro inettitudine nel gestire il problema, ha ampiamente rinunciato alla presenza dello stato. Terra franca a tutti gli effetti dove le leggi non valgono un cazzo. Ecco allora che il resto del Carlino in un recente articolo (link) ha ben usato il termine “nuove frontiere”. E’ proprio cosí. Ormai lo spaccio alla GAD é talmente radicato da potersi considerare il feudo degli spacciatori. Il cuore del loro regno, dove non verranno mai disturbati seriamente dalle istituzioni che infatti, su questo problema, serie non sono. E giustamente, non sentendosi minacciati all’interno del loro regno, pensano ad espandersi. E cosí si creano nuove frontiere. Queste non sono idee mie, ma fondate su dati reali. Ho cominciato a tenere un resoconto puntuale dei reati che avvengono alla GAD (link), anzi, solo di quelli che vengono recensiti dalla stampa. Quindi posso dirvi che nessun quartiere puó dirsi come la GAD. Negli ultimi 60 giorni alla GAD abbiamo avuto: 2 furti, 2 rapine, 2 risse, 1 aggressione con rapina, 1 rissa con corpi contundenti, 1 rapina in casa con uso di narcotico. Senza contare le numerose aggressioni alle FFdO, gli arresti per spaccio e le segnalazioni per porto abusivo di oggetti atti a offendere. 
Sembra quasi che le dica come medaglie sul petto in una guerra fra poveri, in realtá le lascerei volentieri a chiunque volesse prendersele. Ma la differenza fra noi e gli altri quartieri é chiara.
La GAD é paragonabile al cesso di Ferrara, dove gli scarafaggi hanno cominciato per primi ad apparire. Un buon padrone di casa, con un minimo di sale in zucca, sarebbe intervenuto alla prima apparizione, puntando lui per primo le luci di casa sua sul problema per eliminarlo quando era in tempo. Un padrone di casa inetto, avrebbe chiuso la porta del bagno rintanadosi nel salotto accogliente e limitandosi a guardarsi intorno quando doveva usare il WC, senza pensare che dove c’é uno scarafaggio, dopo un anno ne trovi venti e dopo due cento. Ovviamente questo ha portato al proliferare degli scarafaggi e, ora, alla loro fuoriuscita. E anche per chi é costretto a  viverci, nel cesso, é comunque ben magra consolazione sentire quelli della cucina lamentarsi. Sarebbe meglio provare, anche se tardivamente a mettere mano al problema.



Per questo, ancora una volta, vi invito ad anadare alla manifestazione della Lega Nord sul problema sicurezza, organizzata per questa Domenica 12 Marzo con corteo fino al GAD (link di facebook).
Domenica 12 Marzo, ritrovo alle ore 15 in Largo Castello (ex standa, fronte giardini) e corteo fino alla GAD.
Ve lo consiglio, non tanto per vicinanza politica, che torno a dire non ho, ma per il fatto che il sindaco si é visto in GAD una sola volta negli ultimi sette anni, ed é stato il giorno prima di una manifestazione della lega. Coincidenze? io non credo (cit.)

giovedì 2 marzo 2017

Il PD, il prefetto,il questore e il gioco delle tre carte

Questo post nasce da un recente contatto con un giornalista nazionale. E' una revisione di quello che mi sarebbe piaciuto dire. Purtroppo non sono un leone da palcoscenico e non ci sono riuscito. Lo scrivo quindi qui con calma, per chi vuole leggere. (Il post é stato anche mandato alle testate giornalistiche, ieri notte e gentilmente estense.com lo ha giá pubblicato, battendomi quindi sul tempo nel pubblicare un mio stesso post. Come blogger devo essere veramente scaduto!)


Non so se la situazione alla GAD stia peggiorando, ma é certo che non migliora, e il problema grosso é che é cosí da anni, nella sostanziale immobilitá delle istituzioni. In fondo per questo, come altri residenti, ho iniziato a riprendere e pubblicare su internet le cose che accadono nel quartiere.  Per far sapere a chi non vive quotidianamente questo degrado che le cose non stanno come dice il sindaco sui giornali, che parla di percezioni soggettive e di residenti xenofobi. Perché magari a lui, politicamente, fa comodo confondere spaccio e immigrazione. ma il problema del quartiere é che si é creata una vera e propria ghettizzazione dello spaccio. Vi sono luoghi ben precisi, angoli di vie, singole panchine, dove da anni gli spacciatori fanno il loro lavoro indisturbati. Abbiamo denunciato la loro presenza, e nonostante tutto sono ancora lí a spacciare di giorno e di notte. Personalmente ho fatto un esposto in questura nel 2014 per denunciare lo spaccio all’incrocio di IV Novembre con Corso Piave. A oggi vi si puó ancora tranquillamente comprare la droga. Basta rallentare in macchina negli orari giusti.

(Foto tratta da estense.com) Ennesimo controllo a tappeto, preceduto dall'ennesimo reato in zona GAD. Qualche dubbio me lo farei venire.


A queste persone si lascia un tale grado di impunitá che é ovvio che poi cominciano a pensare che in questo quartiere possono fare di tutto. Ieri il ragazzo rapinato del telefono, il giorno prima un commerciante minacciato con una bottiglia rotta e rapinato. Credo che non ci sia un solo negozio etnico che non sia stato rapinato almeno una volta, alcuni anche due. Queste cose, se non tutti i giorni, accadono almeno a cadenza settimanale. Si alternano, con cadenza meno frequente, alle solite maxi-operazioni che richiedono piú uomini che grammi di droga sequestrata.

Anche a non voler pensare che siano le istituzioni a preferire per comoditá questa ghettizzazione, sicuramente dovrebbero almeno spiegarci la loro inerzia nel non impedirla. Un esempio lampante é il negozio etnico che ha subito per tre volte la chiusura per ordine del questore (art. 100 del TULPS). Normalmente alla terza chiusura viene ritirata la licenza. Ma la GAD non é un quartiere normale. Una residente ha chiamato in questura per capire come poteva essere e gli hanno detto che era il sindaco a dover provvedere. Ha quindi chiamato l’assessore competente, che ha specificato che é si il sindaco a ritirarla, ma solo su richiesta del prefetto! Il consigliere Fornasini ha quindi chiesto un confronto pubblico al prefetto in commissione consiliare (non il sindaco, si badi bene, ma un consigliere dell’opposizione), ma niente, il prefetto declina l’invito. E quando la consigliera Morghen ha richiesto all’amministrazione di intervenire col prefetto, si sono rifiutati in nome dell “proficua collaborazione giá esistente”. E’ come il gioco delle tre carte! Alla fine ci rimetti sempre, magari non sai come, ma sai per certo che ti hanno preso in giro. Anche perché, quando c’é stato il caso del negozio in centro che disturbava (prevalentemente gli altri commercianti) con la vendita di alcolici, non c’é stato bisogno di prefetto o questore: la giunta gli ha imposto dei limiti di orari che di fatto ne hanno causato la chiusura! Perché non lo fanno alla GAD? Dopo decine e decine di petizioni, migliaia di firme dei cittadini buttate nel cesso.

E di prese in giro di questo tipo potrei scriverne pagine su pagine Come di quando il sindaco e l’assessore alla sicurezza hanno promesso una pattuglia della municipale dedicata al quartiere: l’abbiamo vista per poche settimane poi nessuno ne ha piú saputo niente. Forse perché funzionava davvero? O come la promessa di una casetta, un presidio gestito da volontari nel parchetto degli spacciatori. Promessa tre anni fa e niente, due anni fa il consigliere Fochi ha fatto un question time a cui hanno risposto che era colpa dei beni culturali ma che avevano avvallato la cosa proprio pochi giorni prima. Ma poi passa il tempo e niente! Un anno fa un giornalista si é interessato alla cosa, ha chiesto al questore e all’associazione commercianti e tutti a dire che era una buona idea! Poi passa il tempo e niente, e della casetta ancora non si sa nulla. E avendo disponibilitá solo per sei mesi l’anno, se non la faranno nel prossimo mese ce la scordiamo per un altro anno.

Questa é l’attenzione che ci mettono. Forse basterebbe solo che rispettassero le promesse strombazzate sui giornali per non sembrare proprio loro la causa di questa ghettizzazione dello spaccio.

Quale nome vorresti dare al Parco di Nazario Sauro?